Le ombre si addensano sul tuo cammino mentre avanzi nel vicolo buio. É una notte gelida. Sfinito dal lavoro, attraversi la zona industriale diretto a casa.

Improvvisamente, dal nulla, una mano ti tappa la bocca. Urli, ma il suono è attutito da un pezzo di tessuto premuto con forza contro la tua bocca.

Mentre cerchi freneticamente di liberarti ricevi un colpo improvviso e deciso sulla nuca. Poi tutto diventa buio.

Quando riprendi i sensi ti ritrovi legato disteso sul sedile posteriore di una macchina. Senti a stento l’uomo al volante borbottare qualcosa. Riesci a malapena a capire quello che ha appena detto prima di perdere nuovamente i sensi.

Più tardi ti svegli in preda al terrore. Strisci goffamente su un pavimento di solida pietra mentre percepisci un ticchettio continuo e un pungente odore che riempie l’intera stanza. “Dove sono?”. Quando gli occhi si abituano all’oscurità, noti un sacco della spazzatura dalla forma bizzarra proprio davanti a te. Incuriosito, lo apri solo per fare una scoperta raccapricciante: un braccio amputato... “Merda! Devo andarmene da qui"

Salendo le scale quasi inciampi in un timer da cucina con sopra una scritta: “goditi i tuoi ultimi minuti”. Sembra che il rapitore ti abbia dato ancora quindici minuti prima di scendere per finirti...